Pillo(w)la n. 11 – La Lego®Organization
Il valore e il ruolo centrale delle persone nell'organizzazione modulare del futuro
Pillo(w)la n. 11 – La Lego®Organization
Ogni Pillo(w)la ha la sua “copertina”
In questa Pillo(w)la approfondiremo il ruolo che ricoprono le persone all’interno della Lego Organization. Per rappresentare il “vento del cambiamento” abbiamo inserito una nuova supereroina: VisionAria, il cui potere è quello di fornire all’organizzazione la visione strategica e anticipatoria del futuro; infatti, questo nuovo personaggio è in grado, da un lato, di leggere e comprendere i cambiamenti, dall’altro, di supportare il team affinché l’intera organizzazione reagisca al continuo evolversi dell’innovazione. Per questo motivo, abbiamo scelto di raffigurare VisionAria mentre proietta la sua visione anticipatoria sotto forma di un rebus e le persone, con il proprio bagaglio di competenze, intente a “unire i puntini” per risolvere l’Esercizio. Nella lavagna abbiamo disegnato tre simboli che rappresentano il futuro: l’idea, il fulmine e l’infinito. A supporto delle persone, ovviamente, c’è la tecnologia e, nello specifico, l’Intelligenza Artificiale, rappresentata dai nostri supereroi DataMan e GeneraDiva.
Come verrà rivoluzionato il mondo del lavoro? Come saranno gestiti gli spazi? Quale sarà il ruolo delle persone? E della tecnologia?
ACon questa Pillo(w)la, inaugureremo un nuovo ciclo attraverso il quale approfondiremo la riforma del mondo del lavoro, a seguito della rivoluzione tecnologica. Ci domanderemo quale ruolo avranno le persone, come vanno ripensati i nuovi spazi, che impatti avrà la tecnologia e come quest’ultima può essere utilizzata nel mondo lavorativo. Abbiamo già spiegato più volte che l’innovazione ha cambiato ogni ambito della nostra vita, ora vedremo come le organizzazioni dovranno rispondere a tale cambiamento.
La particolarità della rivoluzione tecnologica in atto, a differenza delle altre, sta nella rapidità con cui avviene il cambiamento; per tale motivo, alle organizzazioni vengono richieste maggiori capacità di adattamento, di reattività e di previsione. Le aziende devono, quindi, essere resilienti e antifragili per rimanere al passo con l’innovazione. A questo proposito, è necessario che esse siano in grado di assorbire l’energia del mutamento in modo da evolvere in maniera proattiva. Significa, quindi, da un lato essere capaci di resistere, assorbire e adattarsi a un cambiamento inatteso e reale, dall’altro evolvere “nutrendosi” dell’incertezza. In poche parole, devono cambiare senza perdere la propria identità.
Per creare un’organizzazione antifragile bisogna acquisire una filosofia agile; definire un quadro culturale e valoriale innovativo; saper leggere in anticipo il mondo mentre cambia. Le nuove organizzazioni dovranno, pertanto, basarsi sulla flessibilità, la creatività e l’innovazione. Inoltre, sarà necessario rivedere il concetto di pianificazione: se il mondo è in continuo cambiamento non sarà più possibile legarsi a pianificazioni triennali o a lungo termine.
Uno dei modelli più interessanti per sviluppare la resilienza e l’antifragilità all’interno delle organizzazioni è, senza dubbio, la “lego organization”: ogni persona, come i mattoncini lego dotati di caratteristiche proprie, è in grado, con il suo bagaglio di capacità e competenze, di riconfigurare da sola le connessioni. In questo modo, infatti, la struttura può reagire e rimodellarsi, creando nuovi collegamenti e facendo leva sulle competenze di ogni individuo: l’organizzazione diventa, così, flessibile. All’interno di questo sistema, è fondamentale che le persone siano proattive e in grado di apprendere velocemente; ma, allo stesso tempo, per far sì che questo accada, bisogna creare loro un ambiente in cui, come abbiamo già approfondito nella Pillo(w)la precedente, gli individui si sentano motivati intrinsecamente.
Non è sufficiente, però, far leva solo sulle persone: bisogna, infatti, rivedere alcuni pilastri all’interno delle organizzazioni. Ad esempio, il primo passo potrebbe essere ripensare al tipo di leadership che, all’interno della lego organization, non può più essere di tipo verticale: i dirigenti, infatti, devono assumere il ruolo di facilitatori dello sviluppo, saper promuovere il cambiamento, motivare e ispirare le persone. Il manager della nuova organizzazione è, dunque, in grado di combinare le competenze legate al management con una leadership che sappia aggiungere cultura, valore e motivazione.
Inoltre, nella nuova organizzazione, un ruolo fondamentale sarà giocato dalla tecnologia: gli strumenti, di fatto, dovranno inserirsi all’interno di una cultura organizzativa ben delineata. Lo smart working, ad esempio, può registrare aumenti di produttività e di performance soltanto se utilizzato correttamente: deve, infatti, agevolare gli individui dando loro la possibilità di lavorare in uno spazio all’interno del quale si sentano più motivati: non deve essere un espediente per programmare continue e lunghe riunioni, le quali, al contrario, devono essere una risorsa. In poche parole, lo smart working deve diventare uno strumento per amplificare l’autonomia sia delle singole persone sia dei team.
Ripensare all’utilizzo della tecnologia vuol dire anche rivedere gli spazi e la loro gestione: nella nuova organizzazione, l’ufficio non rappresenterà il luogo centrale dove svolgere il proprio lavoro. Se parliamo di aziende che stimolano la creatività, bisogna, di conseguenza, rivedere gli ambienti affinché gli individui possano trovare il proprio posto ideale per concentrarsi ed esprimere la propria creatività. Recarsi in ufficio, pertanto, non è l’unica soluzione; piuttosto deve rappresentare un valore aggiunto ai compiti che i dipendenti stanno svolgendo.
In sintesi, per un’organizzazione, le persone, gli spazi e la tecnologia rappresentano i pilastri fondamentali e i punti di partenza per riformarsi ed evolversi in relazione al cambiamento.
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